Come brillantemente è stato scritto dal Prof. Massimo Plebani, collega nel Comitato scientifico di ND.
“Prima: almeno tre significati colpiscono in questo avverbio bisillabo, la cui pronuncia esce veloce, come una sentenza: in passato (“prima della scoperta del fuoco”), in successione di importanza (”prima le donne e i bambini”), come anteriorità futura (“prima che il gallo canti”), e altrettanti significati assume la locuzione “prima del farmaco”, intesa sia in senso storico, che come sequenza temporale, e quale raccomandazione a seguire i consigli che la Natura profonde a piene mani, fin dagli albori della vita, a chi li sa cogliere”.
Con questa premessa si è ispirata la realizzazione di una collana di libri divulgativi, curati dall’amico Massimo Radaelli, Direttore scientifico di questa rivista, per i tipi di Layout Edizioni, i cui primi titoli toccano argomenti quali Erbe medicinali, Dolore, Difese immunitarie, Sonno, Fegato, Menopausa, Vitamine, Capelli, Asma e allergie, Disintossicazione, Diabete, già stampati, mentre altri seguiranno a breve.
In questa prima uscita della rubrica dedicata, riprendo quindi alcuni concetti relativi alla patologia diabetica, malattia indubbiamente di pertinenza medica ma nella quale il paziente può fare molto per aiutare il suo medico, “prima del farmaco”.
Diabete e attività fisica
Una moderata ma costante attività fisica è essenziale per la salute in generale, al fine di contrastare stress, ipertensione, sovrappeso, e appare di fondamentale importanza nei soggetti diabetici per tenere sotto controllo la patologia. Secondo gli esperti ideale sarebbe camminare almeno un’ora al giorno per almeno quattro giorni alla settimana, preferibilmente all’aperto e in aree non inquinate, ma anche in palestra o a casa, utilizzando i cosiddetti “tapis roulant”.
Passeggiare, camminare a passo abbastanza sostenuto, sollecita arti inferiori e muscolatura addominale, che stabilizza il tronco, mentre l’oscillazione delle braccia, tipica del movimento, influisce sulla muscolatura delle spalle e sui muscoli dorsali, tonificando complessivamente il sistema cardiocircolatorio e l’apparato broncopolmonare, attraverso un aumento della frequenza cardiaca e respiratoria.
Esistono, ovviamente, regole dettate dal buon senso: la camminata deve essere fluida e non creare fatica eccessiva, durante la marcia si deve bere adeguatamente, scarpe e abbigliamento devono risultare comodi e, preferibilmente, in fibre naturali. Ricordando sempre che non si è in gara con nessuno e nemmeno con se stessi: è doveroso rallentare e anche fermarsi a riposare un po’, se il respiro diventa affannoso.
Quando poi la vita pratica non lo consente, ricordiamo che è sempre possibile parcheggiare l’auto un po’ più distante dalla destinazione, o scendere dall’autobus una fermata prima, per mettere insieme quel minimo di attività che, soprattutto per i pazienti diabetici (ma anche per ipertesi, cardiopatici, candidati all’insorgenza di osteoporosi), risulta essenziale, anche al fine di contenere la terapia farmacologica: l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha indicato in 5.000 passi al giorno (più o meno tre chilometri) lo “standard” di una passeggiata salutare, lanciando una vera e propria moda salutistica, quella del “contapassi”, oggi sostituibile anche con sofisticati orologi da polso multifunzione, chiara espressione di una crescente sensibilità della gente ai problemi legati alla salute e al benessere.

Il diabete a tavola
Mai come nel caso del Diabete vale l’aurea massima ippocratica circa il ruolo del cibo quale autentica “medicina”: modificare lo stile di vita, iniziando da un’alimentazione equilibrata, è infatti la premessa fondamentale per prevenire e trattare il Diabete di tipo-2.
La dieta del soggetto diabetico è riassumibile in questi termini:
- vanno completamente eliminati gli zuccheri semplici (saccarosio, il normale zucchero da cucina), dolci e bevande zuccherate.
- carboidrati (pane, pasta) e cereali (farro, riso, orzo, miglio) preferibilmente integrali, devono supportare il 50-55% dell’apporto calorico giornaliero;
- almeno l’80% dei carboidrati deve essere costituito da amido e fibre;
- ortaggi di ogni tipo devono essere presenti in ogni pasto in quanto ricchi di fibre, essenziali per rallentare l’assorbimento intestinale di zuccheri, evitando picchi glicemici.
- proteine devono apportare il 15-20% delle calorie totali, privilegiando pesce azzurro (acciughe, sardine, sgombri, che contengono acidi grassi essenziali, Omega 3 e Omega 6, capaci di migliorare la risposta delle cellule dei tessuti all’azione dell’insulina), microalghe (spirulina, ricchissima in proteine, con tutti gli amminoacidi, essenziali compresi), taluni funghi, limitando il consumo di carne, che contiene grassi saturi;
- il restante apporto calorico (25-30%) deve essere fornite da lipidi vegetali ad alto contenuto di acidi grassi polinsaturi: olio extravergine di oliva, olio di mais, olio di girasole;
- utilizzare sale da cucina con moderazione;
- curare l’apporto di vitamine e sali minerali;
- bere almeno due litri di acqua pura e leggera al giorno; limitare il consumo di bevande alcoliche, preferendo vino rosso di buona qualità, uno o due bicchieri durante i pasti, mai a digiuno;
- alimenti “amici” del diabetico sono senz’altro tutti legumi, per l’azione prebiotica a livello del probiota intestinale e, fra la frutta, le mele, da consumarsi preferibilmente con la buccia (se di sicura provenienza e ben lavate) per la presenza di particolari sostanze antiossidanti.
Angelo Maria Di Fede

