Non si può creare l'illusione che sia possibile rimanere sani, o ritornare sani, se non si eliminano le cause di una determinata patologia.

Per fare prevenzione è necessario conoscere tutti gli elementi che favoriscono o promuovono determinate malattie e tutti i fattori protettivi che si oppongono alla loro insorgenza.

L'esito dipenderà non solo dall'analisi della sola variabile della causa esterna (virus, batteri, agenti cancerogeni, etc.) ma dipenderà sicuramente anche dall'efficienza della risposta dei sistemi di difesa del singolo paziente e dal contesto ambientale in cui il tutto si verifica.

Tutti sono esposti a virus, batteri, agenti cancerogeni e altri agenti nocivi, ma non tutti ci ammaliamo. C'è sempre un perché.

Le 3 variabili principali

Per comprendere questo concetto esistono tre variabili principali da analizzare:


L'agente nocivo


Il soggetto interessato


L'ambiente

Per fare prevenzione bisogna agire, in modo olistico, su tutte e tre le variabili.
Bisogna quindi conoscere le cause e le concause di determinate malattie e i fattori protettivi che ne ostacolano l'insorgenza.
Naturalmente la conoscenza è necessaria, ma non è sufficiente.
Sapere che fare attività fisica aiuta a prevenire determinate malattie, non fornisce necessariamente le motivazioni sufficienti per passare all'azione.
Ecco perché la prevenzione necessita non solo di strategie, ma anche di energie vitali, per cercare attivamente le giuste conoscenze e per poi applicarle nella pratica.

Energie e strategie

Con la parola "energie" si intende l'energia vitale, cioè l'energia al servizio della vita.
L'energia vitale rappresenta la vera fonte della motivazione per difendere e promuovere la vita e la salute.
È una Motiv-azione cioè il motivo per passare all'azione e cercare attivamente i saperi necessari per promuovere la salute per poi applicarli nella pratica. La pigrizia è la vera madre delle patologie.

Si tratta di un handicap di motivazione: una mancanza di energia vitale. Non tutti abbiamo lo stesso grado di motivazione a vivere e a guarire. Al contrario, maggiore è l’energia vitale, maggiori saranno le motiv-azioni e maggiori saranno le probabilità di successo.
Fa tutto parte di una strategia, ovvero dell’organizzazione delle conoscenze scientifiche disponibili per programmare le azioni da svolgere al fine di raggiungere, con maggiore efficacia, efficienza e sicurezza, gli obiettivi della prevenzione.
Qualsiasi gestione di un problema sanitario individuale o collettivo, a livello medico o di politica sanitaria che non tenga conto, in modo olistico, di queste variabili sarà fallimentare già in partenza.

Dott. Claudio Pagliara