Contro il mal di schiena, il metodo RAVNI

La scuola ex-sovietica è da sempre considerata in ambito scientifico fra le migliori al mondo nei trattamenti manuali di patologie articolari, con particolare riferimento a quelle a carico della colonna vertebrale, diffuse ovunque, con gravi ricadute negative sulla qualità della vita e sull’attività lavorativa di milioni di pazienti, soprattutto nelle società industriali, dove la sedentarietà è maggiormente presente e dove si è persa la necessità/abitudine di percorrere lunghi tratti di strada a piedi, ogni giorno, preferendo la comodità dell’auto o dei mezzi pubblici. Le statistiche illustrano che, dopo i trenta anni di età, il 7% della popolazione mondiale soffre di “mal di schiena” in modo conclamato e che il 25 % accusa forme episodiche o subcliniche.

Tra questi malati prevalgono pazienti giovani e di mezza età (quaranta/cinquantenni), quindi persone in piena attività lavorativa, che tendono ad indirizzarsi verso terapie farmacologiche per ottenere un effetto rapido sul dolore, ma non sempre i farmaci funzionano e il loro utilizzo, soprattutto se diventa cronico, può provocare effetti collaterali indesiderati anche gravi, come qualsiasi terapia farmacologica (non dimentichiamo mai che, nella Grecia antica, il termine “farmaco” indicava sia medicamenti che veleni). Ho voluto chiamare questo paragrafo “prima del farmaco”, prendendo in prestito il titolo da una fortunata rubrica di questa rivista, avendo avuto la straordinaria opportunità, nei mesi scorsi, di tradurre dal russo un importante libro sull’argomento, occasione che mi ha consentito di conoscere quasi come se l’avessi vissuta personalmente la storia del suo Autore: il “mal di schiena” può infatti essere curato oggi attraverso un trattamento manuale della colonna vertebrale, nella grande maggioranza dei casi senza ricorrere ad alcun farmaco.

Parliamo di un metodo innovativo, anche se di origine plurisecolare in Russia e Ucraina, messo a punto il secolo scorso dal Prof. Nikolaj Andreevich Kassian, Accademico delle Scienze dell’Ucraina, successivamente rielaborato ed aggiornato dal Prof. Dzhalaludin Saidbegov, noto specialista da anni operante in Italia, che ha elaborato la tecnica da lui definita “Riposizionamento Vertebrale e Articolare non Invasivo” (Metodo RAVNI), oggetto del libro a cui facevo cenno, uscito in Italia col promettente titolo “Se ti fa male la schiena”, gravido di importanti promesse.

Il Metodo RAVNI si differenzia da qualsiasi altro per due ragioni fondamentali:

  1. Può essere praticato esclusivamente da Specialisti Neurologi ed Ortopedici, con conoscenza approfondita dell’anatomia e della fisiologia del sistema nervoso, (specialmente periferico), o comunque da Medici esperti, visto che servono anni di pratica quotidiana perché un Operatore possa diventare padrone della metodica, esattamente come nel caso del figlio del Prof. Saidbegov, il Dott. Ramazan, che ha appreso in sette anni di tirocinio i fondamenti della metodica, diventando coature del libro suddetto;
  2. Il metodo utilizza, nella manipolazione della schiena, le cosiddette “leve corte”, vale a dire le apofisi vertebrali, differenziandosi in questo da altre tecniche manuali.

CAMPI DI APPLICAZIONE DEL METODO RAVNI

Il Metodo RAVNI permette all’Operatore di agire sul focolaio patogeno fin dal primo giorno di trattamento, curando contemporaneamente la colonna vertebrale e le articolazioni in sofferenza. Questo metodo viene impiegato da anni con successo dal Prof. Dzhalaludin Saidbegov e dal Dott. Ramazan Saidbegov nel trattamento di patologie varie, quali cifosi giovanile, scoliosi, artrosi delle articolazioni di gambe e braccia, artrosi cervicale, artrosi toraciche e lombo-sacrali (e delle loro manifestazioni secondarie: cefalee, cervicalgie, dorsalgie, lombalgie, disturbi del flusso vascolare vertebro-basilare ecc.), periartrite delle articolazioni delle estremità, periartriti scapolo-omerali, epicondiliti, stiloiditi, protrusione ed ernie del disco (anche grandi ed espulse) con conseguente lombalgia, lombo-sciatalgia e lombo-cruralgia. In particolare il Prof. Saidbegov insieme al Dott. Saidbegov sono gli unici specialisti al mondo ad utilizzare il metodo RAVNI per risolvere problemi di grandi ernie.

La terapia inizia sempre con indagini strumentali approfondite e con una visita neurologico-ortopedica completa, finalizzate a formulare diagnosi precisa sullo stato patologico della colonna vertebrale o dell’articolazione. Il tutto potendo anche fare affidamento su una particolare sensibilità delle dita, acquisibile solo con una pluriennale e continuativa esperienza.

MECCANISMO DI AZIONE DEL METODO RAVNI

Lo scopo principale delle manipolazioni effettuate con questo metodo è rappresentato dalla mobilizzazione sia del segmento vertebrale, sede della patologia, che dell’intera colonna vertebrale, e dalla normalizzazione dei rapporti intervertebrali, con eliminazione della deformazione delle capsule delle articolazioni intervertebrali e della loro “sublussazione”, al fine di ripristinare i movimenti nel segmento vertebro-motorio e, quindi, di agire in termini di eliminazione dell’infiammazione e del dolore. La terapia ha come effetto il rilassamento di muscoli e tendini, con ripristino della funzione biomeccanica della colonna vertebrale.

Grazie al metodo RAVNI migliorano la circolazione del sangue, la circolazione linfatica, il metabolismo cellulare, non solo nel segmento dolente, ma lungo tutta la colonna vertebrale, il che, conseguentemente, migliora i processi metabolici nel tessuto cartilagineo e nei tessuti situati attorno ai dischi e alle articolazioni: nella patologia dei dischi intervertebrali, provocata dal conflitto disco-radicolare, si verificano infatti cambiamenti strutturali metabolici nei tessuti adiacenti, tendini, legamenti, muscoli. Tutto ciò normalizza il metabolismo degli organi interni, favorendone il miglioramento funzionale. In presenza di protrusioni o ernie discali di piccola dimensione, il metodo consente piena regressione solo nel periodo acuto (prime ore, primi giorni dall’uscita): se è intrercorso un lungo periodo dall’insorgenza dell’ernia, le terapie RAVNI consentono comunque di eliminare il processo infiammatorio intorno all’ernia stessa, risolvendo l’edema, e provocando assorbimento della componente liquida (vale a dire la porzione del nucleo polposo fuoriuscita), con conseguente liberazione della radice nervosa compressa.

Clinicamente, avremo quindi risoluzione della sindrome lombosciatalgica o lombocruralgica e ripristino della funzionalità dei singoli segmenti vertebrali e dell’intera colonna. La terapia comporta cicli di dieci sedute ciascuno, giornaliere: durante ciascun ciclo il paziente deve sospendere tutte le terapie eventualmente in atto (quali fisioterapia e ginnastica medica). Importante anche la sospensione temporanea di eventuali pratiche sportive e l’astensione da lavori faticosi. Al termine di ogni seduta terapeutica il paziente deve riposare per 20-30 minuti su un lettino.

VANTAGGI DEL METODO RAVNI

  1. Trattamento fisiologica, che esclude ricorso a farmaci o interventi chirurgici.
  2. Durata estremamente ridotta rispetto ai metodi tradizionali.
  3. Correzione funzionale dell’intera colonna vertebrale, con stimolo della normalizazione funzionale degli organi interni.
  4. Possibilità di procedere in qualsiasi circostanza e luogo, in quanto il metodo (anche in caso di urgenze) non necessita di complesse analisi e di apparecchiature costose, essendo necessaria, per la terapia, solo una superficie rialzata relativamente rigida.
  5. Guarigione completa (o importante miglioramento) nel 95% dei casi trattati.
  6. Assenza di complicazioni di qualsiasi genere.

REGOLE DA OSSERVARE DOPO OGNI CICLO TERAPEUTICO E NELLA VITA DI OGNI GIORNO

Come ampiamente e accuratamente descritto, anche con efficaci immagini, nel libro “Se ti fa male la schiena”, di D. e R. Saidbegov (Edizioni Layout), è importante che il paziente sia “educato” nel gestire la propria attività: qui sotto alcuni fra i tantissimi esempi pratici, citati nel volume.

  • Lavorando in piedi: chiunque lavori stando in piedi (operaio, muratore, chirurgo, dentista, ingegnere, barbiere, commesso, casalinga nello svolgimento di lavori domestici), deve
    prestare attenzione che la sua schiena rimanga dritta. Il carico sulla parte lombare potrà essere diminuito se ogni 10-15 minuti i piedi, alternati, vengono poggiati su un piccolo sgabello o piedistallo.
  • Lavorando seduti: chi svolge un lavoro sedentario (sarte, segretarie, autisti, piloti d’aereo, programmatori ecc.) deve fare in modo che venga mantenuta la curva lombare (lordosi) mentre la schiena deve poggiare bene su una sottile (circa 8-10 cm) traversa dello schienale o cuscinetto. Bisogna sedere con la schiena dritta senza inclinare la testa in avanti o flettere il tronco perché altrimenti molti muscoli, rimanendo tesi, si stancano rapidamente o si intorpidiscono. Chi è di piccola statura deve usare un poggiapiedi. L’altezza della sedia non deve essere superiore alla lunghezza della tibia, mentre la sua profondità non deve superare i due terzi dell’anca. I gomiti devono trovarsi a livello della superficie principale del tavolo. Qualora si debba leggere o lavorare a lungo al computer, bisogna mettere un appoggio, per non dover flettere il tronco in avanti.
  • Sollevando pesi: quando si deve alzare o spostare un peso, occorre evitare movimenti bruschi con torsione del tronco. Non tenere il peso a braccia tese inclinate in avanti. Non sollevarlo stando con le gambe dritte e la schiena flessa. Possibilmente distribuirlo equamente tra le due mani. Anche il bambino va tenuto in braccio in maniera giusta. Chi porta da giovane delle borse a tracolla pesanti corre il rischio di subire una deviazione della colonna vertebrale dorsale (scoliosi).

Alzare i pesi

CONTROINDICAZIONI AL METODO RAVNI

Le controindicazioni per il Metodo sono costituite da affezioni reumatoidi delle articolazioni vertebrali (collagenopatie), patologia oncologiche, malattie cardiovascolari in fase di scompenso, malattie organiche del midollo spinale, gravidanza, osteoporosi grave (con rischio di frattura spontanea delle vertebre).

CHI È IL PROF. SAIDBEGOV

Il Prof. Dzhalaludin G. Saidbegov nasce nel 1948 nella Repubblica del Daghestan (Federazione Russa) e si laurea presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Statale del Daghestan nel 1971. La successiva specializzazione in Neuropatologia a Leningrado, l’attuale San Pietroburgo e il Dottorato di Ricerca in Neurologia per quattro anni a Mosca, gli consentono una rapida carriera fino alla nomina nel 1982 a Primario del Reparto di Neurologia dell’Ospedale universitario n. 40 di Mosca. La passione di Saidbegov per la “Medicina alternativa” nella cura di pazienti con patologie vertebrali nasce nella metà degli anni ’80: raccogliendo l’esperienza di numerosi “guaritori” russi, inizia in MAL DI SCHIENA quegli anni ad adottare tecniche della “medicina popolare” nella cura delle patologie articolari.

Nel 1984 si specializza in Riflessoterapia e Medicina manuale in Russia e prosegue gli studi presso l’Istituto di Ricerca sulla Medicina Tradizionale (agopuntura ecc.) della Repubblica del Vietnam, nell’ambito di una missione per conto del Ministero della Salute dell’URSS. Nel 1986 il Prof. Saidbegov incontra per la prima volta il pioniere dell’approccio scientifico alla terapia manuale in URSS, il Prof. Nikolaj AndreevichKassian: da questo incontro hanno origine amicizia ed intensa collaborazione professionale. Dzhalaludin Saidbegov divenne uno dei più coerenti e noti seguaci del Metodo della terapia manuale di Kassian e, grazie ai notevoli successi raggiunti nella cura di svariate patologie vertebrali e all’aumentata notorietà della terapia, il numero dei pazienti provenienti sia dall’Unione Sovietica che dall’estero andò aumentando, come anche l’interesse della stampa. Il Prof. Saidbegov ha diffuso il metodo Kassian negli ambiti scientifici nel corso di congressi medici e attraverso articoli e interviste per i media e nel contempo ha continuato la ricerca di una terapia anche farmacologia per la cura delle malattie vertebrali: nel 1986 ottenne un brevetto per un “cocktail” di farmaci da utilizzare per via endovenosa nella cura dell’ernia del disco presso il Comitato Statale dell’URSS, tuttora utilizzata in molte cliniche dell’ex-Unione Sovietica. Nel 1990 riceve un invito per una collaborazione scientifica e pratica con l’Istituto italiano per la Qualità della Vita, di Roma, dove aveva già precedentemente prestato consulenze per il sostegno ai malati con patologie della colonna vertebrale, così, nonostante offerte di collaborazione professionale da Israele, Canada, Stati Uniti ed altri paesi del mondo, nel 1991 decide di trasferirsi in Italia, dove tuttora vive e lavora. Con il superamento di alcuni esami e la discussione di una tesi, presso l’Università “Sapienza” di Roma, ottiene il riconoscimento della Laurea col massimo dei voti anche in Italia, e quindi nell’Unione Europea. Nel 1997 il Prof. Saidbegov diventa membro dell’Ordine dei Medici italiano. Nel 2001 viene invitato a tenere un corso di lezioni su “Medicina fisica e riabilitazione” presso la Prima Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università romana “Sapienza”.

Dal 2007 inizia un Corso di lezioni in “Semeiotica neurologica e riabilitazione” presso la stessa Università. Dal 2001 è membro della Società Italiana di Chirurgia Vertebrale, che fa a sua volta parte dell’Associazione Europea di Traumatologi ed Ortopedici. Tra i molti premi ricevuti nell’arco della sua storia professionale, si ricorda il Primo Premio del Fondo dell’Accademico Kassian presso l’Accademia Ucraina delle Scienze per il Progresso Nazionale, ottenuto nel 1997. Il prof. Saidbegov è attivo sostenitore della ricerca scientifica applicata ai metodi di cura popolari, messi a punto dalla plurisecolare tradizione russa e ucraina per le patologie vertebrali e articolari e della loro messa in pratica. Sull’argomento nel 1997 è intervenuto ad una conferenza presso il Senato della Repubblica Italiana. Dal 1995 è Accademico corrispondente dell’Accademia delle Scienze Naturali della Federazione Russa e dal 1997 è Accademico dell’Accademia Ucraina delle Scienze per il Progresso Nazionale. Nel 2004, con il superamento dei relativi esami, ottiene in Italia, la specializzazione in Neurologia. Membro effettivo dell’Associazione Europea di Medici-Vertebrologi (EUROSPINE: the Spine Society of Europe), fondata a livello Europeo e trasformatasi di fatto in associazione mondiale di Medici di varie specializzazioni (Neurochirurghi, Ortopedici, Neurologi, Fisiatri), che si occupano di ricerca e cura della patologia della colonna vertebrale: ne fanno parte circa ottocento fra i migliori Specialisti del mondo in questo ambito.

Dal dicembre 2010 il Prof. Saidbegov è membro effettivo NASS (the North American Spine Society), Società scientifica di Specialisti che si occupano di ricerche e cure nella patologia della Colonna vertebrale del Nord America (USA e Canada). Il Prof.Saidbegov durante la sua pratica ha curato molte personalità, compresi Presidenti e Capi di Governo, famosi artisti e noti sportivi. E’ stato nominato Professore onorario da diverse Università russe ed è membro della redazione scientifica di svariate riviste scientifiche universitarie e di testate divulgative quali “ND. Natura docet: la Natura insegna”. Negli ultimi anni ha tenuto lezioni in oltre venti Università di diversi paesi del mondo sul tema: “La cura delle grosse ernie espulse con l’uso del metodo RAVNI”. In segno di alto riconoscimento e rispetto dei cittadini, al Prof. D.Saidbegov è stato conferito nel 2013 il titolo di “Cittadino onorario della città di Mahachkala”, capitale della Repubblica del Daghestan della Federazione Russa, dove ha studiato e dove si è laureato in Medicina.

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